Conflitti, Politica, Società

2 agosto, Bologna aspetta ancora verità e giustizia

Liberazione.it – Ferrero: «Dove la destra eversiva ha fallito rischia di riuscire oggi il governo Letta-Alfano col tentativo di stravolgere la Costituzione»

Da 33 anni la richiesta resta sempre la stessa: verità sui mandanti e giustizia per le vittime. Giustizia e verità per gli 85 morti della strage alla stazione di Bologna di quel lontano due agosto 1980. Stamattina la città ha commemorato quel drammatico giorno  alla presenza delle autorità nazionali e regionali nella sala del Consiglio comunale, poi un corteo ha raggiunto la stazione percorrendo via Indipendenza.
Il primo momento, alle 8,20, che scandisce la mattinata di ricordo, di emozione e di denuncia, cui ogni anno migliaia di bolognesi non rinunciano, avviene nella sede municipale: un momento privato dedicato dalle istituzioni ai parenti delle vittime. Presenti il sindaco Virginio Merola, il prefetto Angelo Tranfaglia, il governatore della Regione Vasco Errani e il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio.
Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, nel suo intervento alla sala del Consiglio comunale ricorda e sottolinea: «Con la memoria si può arrivare lontano. Arrivare ai mandanti è possibile – ha detto -. Abbiamo presentato un disegno di legge per configurare il reato di depistaggio perché bisogna porre fine al comportamento indegno e scorretto di funzionari dello Stato che hanno ostacolato la verità sulle stragi italiane».
Il ministro per gli Affari Regionali e delle Autonomie Graziano Delrio dopo aver giustificato l’assenza del premier Letta impegnato col Consiglio dei ministri dichiara l’adesione del governo al disegno di legge sul reato di depistaggio. Poi annuncia che tra poche settimane si manderà a compimento il decreto sul risarcimento per i famigliari delle vittime. Famigliari che “meritano il riconoscimento per questo immenso dolore, per la loro pazienza e la loro costanza”. L’aula ha accolto la notizia con un intenso applauso.
“La ragion di Stato è la verità che ci rende liberi – sottolinea Delrio -. Resta oscura la domanda sui mandanti, ma risponderemo anche a quella. La Repubblica abbraccia Bologna».
A margine della commemorazione trovano spazio i commenti e le dichiarazioni sulla condanna di Berlusconi. «Il governo andrà avanti dopo la sentenza della Cassazione? Spero di sì. Non dipende da noi. E’ il parlamento che vota la fiducia”, precisa Delrio.
Poi si è formato il corteo che ha sfilato per il centro: in mano ai familiari delle vittime cartelli con su scritti i nomi dei congiunti, che per un giorno saranno i nomi delle strade di Bologna, di tutte le traverse di via Indipendenza che hanno incrociato i manifestanti lungo il percorso che porta in stazione.
Alla testa del corteo lo striscione “Bologna non dimentica” che ricorda le 85 vittime e i 200 feriti della strage, dietro i gonfaloni dei Comuni, poi i familiari con accanto il presidente dell’associazione 2 agosto, Paolo Bolognesi, con la consueta gerbera bianca e ancora le autorità con il ministro per gli Affari Regionali Delrio al fianco del sindaco di Bologna Virginio Merola.
In attesa del corteo che si mosso dalla residenza comunale in piazzale delle Medaglie D’Oro era presente anche il segretario del Partito democratico Guglielmo Epifani. «Faremo in modo che i risarcimenti vadano in porto – ha dichiarato rinnovando l’impegno a nome del Pd – affinché il lavoro del governo sui risarcimenti vada in porto: 33 anni sono tanti per ottenere la verità, come è avvenuto per tante altre stragi”. E, inevitabilmente, sulla sentenza di condanna per Silvio Berlusconi, rimanda alle dichiarazioni e alle valutazioni rilasciate ieri sera in attesa degli sviluppi delle prossime ore.
Alle 10 il corteo è giunto davanti alla stazione. Nel piazzale già molta gente era in attesa, soprattutto della Presidente della Camera, Laura Boldrini, che è stata accolta con calore dalla folla. Uno striscione, tra i tanti, era rivolto a lei: “2 Agosto, Bologna non dimentica, benvenuta Presidente”. E la Presidente nel suo appassionato intervento ricorda: «Quella mattina ero a Bologna, giovane studente marchigiana a cercare una casa. Ricordo lo sgomento. Questa è una ferita ancora aperta». Poi, rivolta ai famigliari delle vittime: «I morti sono scomodi, chi soffre è scomodo, grazie di essere scomodi, dobbiamo tutti essere scomodi, e fare come voi, che avete trasformato il dolore in passione civile non in rabbia e odio». Poi un passaggio in difesa del ministro Kyenge nelle vicende con Lega: «Possiamo pensare che questo paese sia pacificato quando un uomo delle istituzioni offende una donna nera che fa il suo lavoro?».
Il presidente dell’Associazione dei familiari, Paolo Bolognesi, frusta la procura per non aver indagato e per non aver interrogato, in quest’ultimo anno alcune persone potenzialmente importanti, in particolare Amos Spiazzi e Giulio Andreotti, recentemente scomparsi, per ricostruire la verità sull’attentato e sui mandanti. Bolognesi ha aperto il suo discorso ricordando i responsabili della strage e dei depistaggi, da Mambro, Fioravanti e Ciavardini, a Gelli e gli altri funzionari dei servizi che hanno depistato le indagini. Bolognesi ha ricordato poi “che per arrivare ai ‘mandanti e ispiratori politici’ della strage, restano soltanto accertamenti da completare, silenzi omertosi da sciogliere e conclusioni da trarre, anche quando non gradite”.
Poi il silenzio. Un lungo applauso ha scandito lo scadere del minuto di silenzio osservato in memoria delle 85 vittime e dei tanti feriti di quel 2 agosto 1980. Dopo ha preso la parola il sindaco di Bologna Virginio Merola condiviso e applaudito quando ha parlato della strage ma bersagliato dai fischi in un passaggio sulla Tav. «Questa non è ormai storia – ha detto -, è qualcosa di remoto per i giovani. Quella maledetta bomba è qualcosa ancora di molto attuale. Dire che non è storia passata ma una ferita viva, significa dire che fino a che non si sarà scoperta la verità, rimarrà un fatto attuale».
Nella piazza gremita era presente anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista che a margine della manifestazione ha dichiarato: «Ho molto apprezzato il discorso del Presidente della Camera Laura Boldrini che ha posto fino in fondo il tema delle responsabilità politiche delle destre dei poteri forti nelle stragi, stragi che volevano una svolta autoritaria in Italia. Purtroppo dove non è riuscita la destra eversiva rischia di riuscire oggi il governo Letta-Alfano col tentativo di stravolgere la Costituzione e introdurre il presidenzialismo».
<br>
Pietro Grasso, presidente del Senato ha inviato un messaggio il cui testo è stato letto in assemblea. «Ricordare – recita il messaggio – è indispensabile affinché si continui a lottare contro l’oblio e contro il terrorismo e affinché si prosegua nella ricerca instancabile della verità storica e processuale». «Molti errori sono stati compiuti, troppi depistaggi e ritardi nella ricostruzione dei fatti – prosegue il testo – hanno rischiato di incrinare irreparabilmente il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni. Ma in questi 33 anni la forza e la determinazione di voi familiari ha fatto sì che la memoria di questa data continui a trasmettere a tutti noi un messaggio forte: non esiste ragione che possa essere anteposta al diritto alla vita e alla giustizia dei cittadini, non si può e non si deve smettere di chiedere verità e giustizia».

Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi, un messaggio di solidarietà e vicinanza in cui rinnova deferenza e partecipazione e apprezzamento “ai famigliari delle 85 vittime e ai tanti feriti di quel barbaro attentato terroristico”.

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.