Circolo di Este, In Evidenza

La lotta paga: le lavoratrici del «Santa Tecla» assunte dall’Oic.

santatecla-slideLe lavoratrici del «Santa Tecla» assunte dall’Oic
L’ente in crisi le aveva licenziate. Ora la svolta

PADOVA Ci sono voluti scioperi, 150 giorni di presidio, una dura vertenza sindacale, 6mila firme di solidarietà, interrogazioni parlamentari, una votazione a palazzo Ferro Fini e una veglia di preghiera permanente per 12 giorni consecutivi (notti comprese) nel duomo di Este. E, infine, il ricorso al tribunale del lavoro di Rovigo. Ma da ieri l’altro la vicenda del Santa Tecla è sostanzialmente archiviata, con una good news: è stato firmato un accordo tra lavoratrici della casa di riposo (gestita dalla Fondazione Rsa, onlus privata di proprietà della Parrocchia del Duomo e delle Grazie di Este) licenziate con la lettera del 23 dicembre 2013 (e a casa dal 1 febbraio 2014) e la Fondazione padovana Oic, Opera Immacolata concezione, che le assumerà a tempo indeterminato.

«Con lo stesso inquadramento e gli stessi diritti ­afferma Gabriele Raise della locale Usb, Unione sindacale di base ­ di cui disponevano prima, al Santa Tecla. Le lavoratrici fanno parte del gruppo di 94 licenziate. Quaranta tra queste hanno accettato di prestare lavoro per una cooperativa che svolge servizi prima direttamente realizzati dalla casa di riposo. Le altre 54 hanno deciso di “lottare”. Ora la proposta dell’Oic è stata accolta dall’80% di loro; ma solo perché le altre sono vicine alla pensione, altrimenti avrebbero detto tutte di sì».

L’Oic, nel campo dell’assistenza agli anziani (anche non autosufficienti), è una specie di gigante: opera nel Veneto centrale con nove residenze ed un centro polifunzionale presenti nelle provincie di Padova, Treviso e Vicenza. Tra le strutture padovane, forse la più nota è centro residenziale Nazareth.  Sia il Santa Tecla che l’Oic sono legate alla Chiesa. La vicenda del Santa Tecla era iniziata agli inizi dell’estate 2013, quando era emerso un passivo di 750mila euro. C’era stato peraltro un lungo braccio di ferro, in Regione, tra l’assessore competente Remo Sernagiotto, che aveva ipotizzato il ritiro dell’accreditamento, e la proprietà. Poi, la questione dei licenziamenti. Raise, la mette così: «La vertenza, in effetti, è stata durissima. Ma, a quanto pare, se la lotta è orientata a obiettivi decisi dai lavoratori, alla fine paga sempre. Ora ne siamo usciti».

Fonte: Il Mattino di Padova

====

Sociale. Pettenò (FSV): Giunta commissari Fondazione Santa Tecla

La Giunta sciolga il consiglio di amministrazione della Fondazione Santa Tecla di Este e nomini un commissario straordinario al fine di ripristinare le condizioni di regolarità nel funzionamento della struttura di ricovero. Lo chiede con un’interrogazione alla Giunta il consigliere regionale della Federazione della Sinistra Veneta – Rifondazione Comunista, Pietrangelo Pettenò, che segue quella dell’ottobre 2013, nella quale si chiedevano lumi circa la gestione della Fondazione, a seguito del licenziamento collettivo di tutti i lavoratori. Il consigliere di FSV ricorda che la Giunta aveva deliberato il riconoscimento giuridico della Fondazione mediante iscrizione nel Registro Regionale della Persone Giuridiche di diritto privato, che prevede, tra l’altro, la verifica annuale da parte della Regione della situazione patrimoniale e contabile degli stessi, riscontrabile dall’esame dei bilanci e dei documenti allegati. A questo proposito Pettenò precisa che la Direzione Enti Locali ha riscontrato, relativamente alla Fondazione Santa Tecla, perdite riferite agli esercizi finanziari 2011, 2012 e 2013, che evidenziano “un perdurante grave stato di crisi economica destinato ad aggravarsi ulteriormente nell’anno in corso”. A fronte di tale situazione il Consiglio regionale ha approvato, collegato alla legge finanziaria 2014, un ordine del giorno con il quale si impegnava la Giunta regionale a mettere tempestivamente in atto tutte le misure per ripristinare condizioni di regolarità nel funzionamento della struttura di ricovero. Da qui l’interrogazione di Pettenò con la quale “chiede alla Giunta regionale di esercitare nei confronti della Fondazione Santa Tecla di Este i poteri di intervento previsti dall’art. 25 c.civ., con lo scioglimento dell’amministrazione e la nomina di un commissario straordinario al fine di ripristinare le condizioni di regolarità nel funzionamento della struttura di ricovero”.

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.