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Acegas vuole chiudere la partita referendaria

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Con la bolletta-acqua di settembre Acegas fattura quanto fin qui detratto dagli autoriduttori a titolo di remunerazione del capitale ignorando, per l’ennesima volta, l’esito referendario!!

La campagna di Obbedienza Civile (cioè di autoriduzione delle bollette dell’acqua della componente di profitto cancellata dai referendum di giugno 2011 ma mai eliminata dai gestori), a cui hanno aderito centinaia e centinaia utenti del padovano, risulta indigesta ai gestori come AcegasApsAmga e così con una mossa furbesca questi tenta di affossarla definitivamente.

Costretta dal parere 267/2013 del Consiglio di Stato a restituire agli utenti del s.i.i. quanto illegittimamente introitato a titolo di remunerazione del capitale nei cinque mesi post referendum  luglio-dicembre 2011), Acegas cerca di trasformare questa che, pur con tutti i limiti di cui diremo, é pur sempre una nostra vittoria (a vedere finalmente riconosciuto l’esito referendario) in una resa perché, nella stessa bolletta, con una mano restituisce l’elemosina dei 6.99 € e, con l’altra, esige la restituzione delle somme oggetto di autoriduzione che tanti cittadini stanno praticando dal 2012!!

Infatti, dal 1° gennaio 2012, comincia a decorrere il nuovo, truffaldino, metodo tariffario transitorio
(MTT) col quale, l’AEEGSI, formalmente dichiara di applicare l’esito referendario ma, di fatto, reinserisce in bolletta l’abrogata remunerazione del capitale sotto la voce costo della risorsa finanziaria!! Così, una volta restituiti quei cinque mesi di remunerazione la vicenda referendaria ad Acegas sembra chiusa!!

Certo, la somma che rimborserà è risibile, solo 6.99 € come si diceva, per giunta uguali per tutti, perché l’AEEGSI, nel definire i criteri per la determinazione dell’ammontare oggetto di restituzione, l’ha reso il meno oneroso possibile per i gestori perpetrando una vera e propria truffa ai danni dei cittadini-utenti i quali, dai nostri calcoli, hanno diritto alla restituzione del 15,75% dei consumi relativi al periodo luglio-dicembre 2011.

A questa doppia truffa non intendiamo piegarci. Si tratta di una scelta politica grave, rispetto alla quale la migliore risposta ci sembra quella di continuare la campagna di Obbedienza Civile, detraendo dalla bolletta in oggetto gli importi autoridotti di cui Acegas chiede il rimborso e applicando, sul residuo fatturato, la percentuale solita di autoriduzione (18,82%) e ciò fino a quando il profitto non verrà realmente cancellato dalle bollette. Tanto più che è ancora pendente davanti al Consiglio di Stato il ricorso del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua contro il citato, scandaloso, MTT.

Per questi motivi, abbiamo chiesto un incontro urgente alla dirigenza di AcegasApsAmga:
presso la sede di AcegasApsAmga in C.so Stati Uniti 5/a Padova
l’appuntamento per tutte/i è per mercoledì 24 settembre, ore 10, per manifestare le nostre ragioni e le nostre intenzioni. Non solo. Come altri gestori, AcegasApsAmga ha deciso di aumentare il vecchio deposito cauzionale che è di 5,16 € aggiungendo minimo altri 32,00 € (l’importo è variabile e aumenta a scaglioni di consumo) e di spalmarlo su 3 rate. Si tratta di un incremento del tutto ingiustificato e arbitrario, poiché si configura come variazione unilaterale del contratto e perché non rispetta modalità e regole a cui deve obbligatoriamente attenersi il gestore. Ecco perché, sulla falsa riga di quanto hanno fatto altri Comitati in Italia, invitiamo gli utenti a non pagare questo ulteriore balzello (detraendolo dalla bolletta) e a firmare una lettera di contestazione dello stesso predisposta dai nostri legali (che noi del Comitato porteremo ad AcegasApsAmga a protocollare).

Infine, sulla questione dei rimborsi della mancata depurazione delle acque reflue, ennesima truffa
perpetrata da AcegasApsAmga ai danni di migliaia di utenze del padovano, costrette a pagare per anni un servizio in realtà mai reso, grazie alla capillare opera di denuncia e di informazione svolta in questi mesi da parte del nostro Comitato, AcegasApsAmga è stata costretta a cantierare i rimborsi che dovrebbero, in verità, concludersi entro il 1° ottobre p.v. Vi terremo informati. Sul sito http://www.gruppo.acegas-aps.it/cms/184/area-padova.html sono comparsi i nuovi elenchi degli utenti che hanno diritto al rimborso (dovrebbero essere pressoché raddoppiati perché, dopo le nostre denunce, sono state inserite anche utenze relative a vie che finora non comparivano), per cui è opportuno che ciascuno controlli, n° di contratto alla mano, se è inserito nelle nuove liste e in questo caso firmi la nostra richiesta di rimborso della quota di depurazione.

Intanto, l’invito, a tutti gli utenti, è quello di venire ai nostri sportelli e banchetti per:

- autoridurre la bolletta-acqua (eliminando la quota di profitto come da referendum 2011);
- chiedere il rimborso-depurazione (nel caso in cui se ne abbia diritto);
- firmare la nuova lettera di contestazione del deposito cauzionale;
- ricevere informazioni tecniche e legali.

ECCO DOVE TROVARCI:

■ i nostri SPORTELLI

ADL-COBAS – Viale Cavallotti, 2 (di fronte cinema Lux), il martedì orario dalle 17:30 alle 19:30

tel. 328.9254183 (Alessandro) oppure 049.692171

ALTRAGRICOLTURA NORDEST – Corso Australia, 61 (di fianco al Gran teatro GEOX)

Tutti i giorni da lunedì al venerdì, orario dalle12:30 alle15:00 tel. 049 7380554 – 049 7380587

■ i nostri BANCHETTI (dalle ore 10,30 alle ore 12,45)

AL SABATO – mercato in Piazza delle Erbe, lato fontana (tel. 328.9254183)

- Prato della Valle, ang. sottoportico Via Umberto I° (tel. 327.6157887)

AL MERCOLEDÌ – mercato alla Guizza, piazzale Cuoco (tel. 334.7515209 – 346.7358255- 328.6334574)

Comitato prov. 2 SI Acqua Bene Comune di Padova

PER ULTERIORI INFORMAZIONI: tel. ALESSANDRO 328.9254183 GIANNI 327.6157887

E-mail: acquabenecomunepd@gmail.com www.acquabenecomune.org
Acqua pubblica, il movimento riparte dall’assemblea di Genova di sabato prossimo – Fabrizio Salvatori

La battaglia per l’acqua pubblica riparte sabato prossimo con l’Assemblea macro-regionale

(Valle D’Aosta, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana) del movimento per l’acqua che si

terrà a Genova. Servirà ad avviare un confronto, anche insieme ad altre realtà che si battono

per i beni comuni, su quali proposte, strumenti e iniziative mettere in campo che siano in

grado di rispondere efficacemente “alla sfida che ci si pone davanti, per impedire la vendita

di ciò che a tutte e tutti appartiene e costruire le basi per un altro modello sociale, fondato

sulla riappropriazione sociale dei beni comuni e sulla gestione partecipativa degli stessi”.

“Nel corso degli ultimi mesi è sempre più evidente come il Governo attuale, in perfetta

sintonia con i governi precedenti, stia perseguendo la mercificazione dei beni comuni -

spiega Pino Cosentino, del coordinamento dei Movimenti per l’Acqua – La battaglia per il

diritto all’acqua, che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua porta avanti da quasi 10

anni, si inserisce esattamente in questo contesto”.

Solo venerdì è stato pubblicato il testo del cosiddetto decreto “Sblocca Italia”. Ci sono voluti

quasi 15 giorni prima che venisse alla luce essendo stato licenziato nel Consiglio dei Ministri

del 29 Agosto scorso. Un lungo travaglio che, però, non è servito per migliorarne il

contenuto.

Anzi si tratta di un provvedimento che segnala un deciso cambio di fase nelle politiche

governative costruendo un piano complessivo di aggressione ai beni comuni tramite il

rilancio delle grandi opere, misure per favorire la dismissione del patrimonio pubblico,

l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di

gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare le bonifiche. Ma ciò che, come Forum dei

Movimenti per l’Acqua, “c’interessa maggiormente evidenziare è la gravità di quelle norme

che, celandosi dietro la foglia di fico della mitigazione del dissesto idrogeologico (Capo III,

art. 7), mirano di fatto alla privatizzazione del servizio idrico”. Infatti, con questo decreto si

modifica profondamente la disciplina riguardante la gestione del bene acqua arrivando ad

imporre un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, sostanzialmente,

nelle grandi aziende e multi-utilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi.

“Ciò si configura di fatto come un’operazione lobbistica, estranea agli interessi collettivi e

che allontana le decisioni dal controllo democratico. Oggi, invece, serve una gestione

dell’acqua, dei rifiuti, del TPL, dell’energia, prossima ai cittadini e alle amministrazioni locali,

per garantirne la trasparenza e la partecipazione nella gestione dei servizi”.

Controlacrisi.org – 19.9.14

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