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La manifestazione del 21 giugno contro il razzismo, per il reddito e la casa, protagonista Joi di Rifondazione Comunista

Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/06/21/news/giornata-del-rifugiato-joi-protagonista-1.11655198

Giornata del Rifugiato, Joi protagonista

Sit-in in piazza contro il razzismo. La nigeriana: il controllore mi pestava i piedi, diceva che gli piaceva vedere i neri soffrire

Sfrattati, disoccupati, precari. Tutti insiemi ieri mattina di fronte alla Prefettura in un presidio organizzato da Adl Cobas, Associazione Razzismo Stop, Casa dei diritti Don Gallo, Bios Lab, Cso Pedro, Polisportiva San Precario e Rifondazione Comunista, in occasione della Giornata internazionale del rifugiato per chiedere misure urgenti su reddito e casa. Bandiere e striscioni di protesta dunque in piazza Anteporre e un centinaio di manifestanti circa tra cui c’era anche Joi Utomi, 21 anni, la donna nigeriana militante di Rifondazione Comunista, che ha raccontato di essere stata aggredita venerdì mattina in autobus da due controllori. La manifestazione infatti era anche per lei: «Siamo qui per dire no al razzismo», ha detto Paolo Benvegnù, esponente di Rifondazione, che promette che la vicenda non finirà qui ma arriverà in tribunale. Joi Utomi ieri mattina era in piazza Antenore con la sua bambina di quasi due anni, e nonostante dicesse di accusare ancora dolore al collo dall’episodio, ha voluto raccontare la sua versione dei fatti: «Ho comprato il biglietto dell’autobus giornaliero vicino a casa mia, a Chiesanuova, l’ho convalidato e ho preso il 13 in riviera dei Ponti Romani», ha spiegato la donna, che in mano teneva la fotocopia del biglietto convalidato alle 10.20 di venerdì. «In stazione sono saliti i controllori, uno di questi mi ha chiesto il biglietto, gliel’ho dato, ma lui se l’è messo in tasca senza più restituirmelo e ha continuato a controllare gli altri», ha proseguito. «Gli ho detto di ridarmelo, che sarei dovuta scendere, ma il controllore mi ha risposto: “Finché ci sono persone di colore che non hanno il biglietto il tuo non te lo ridò”».

Joi si è così sentita accusata ingiustamente: «Non posso rispondere io per le mancanze degli altri, queste persone io neanche le conoscevo», ha affermato. A quel punto sarebbe nata la zuffa. «Il controllore mi ha pestato i piedi così forte che piangevo quasi dal dolore. Mentre io gridavo mi ha detto che gli piaceva vedere le persone di colore soffrire», ha continuato Joi, che poi ha ripercorso la sequenza di quella che ha vissuto come un’aggressione razzista: «Mi ha spinto giù dall’autobus, mi ha dato uno schiaffo e poi un pugno sulla bocca che mi ha fatto uscire sangue dal labbro, mi tirato i capelli e dato un calcio sulla pancia», spiega agitata la donna. «C’era la gente che gridava di smetterla e io che avevo male dappertutto». La mattinata si è poi conclusa al pronto soccorso con 15 giorni di prognosi per Joi Utomi e 3 e 5 giorni di prognosi per i due controllori. La versione del controllore è completamente diversa: aad aggredire sarebbe stata proprio la signora. Ed il verbale dei vigili urbani intervenuti sul posto attesta proprio questa dinamica dei fatti. «Questo è razzismo», ha concluso la donna riferendosi all’episodio che l’ha coinvolta e che si è così inserito nella giornata di protesta di ieri mattina, dedicata al tema del razzismo, delle guerre tra poveri, delle divisioni tra italiani e stranieri.

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