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Cresce alla Electrolux la mobilitazione dei lavoratori a difesa di Augustin Bruno Breda

Noi siamo con Breda - Noi Siamo Con Augustin Bruno Breda

«Noi siamo con Breda» recita il cartello affisso dalle lavoratrici e dai lavoratori dello stabilimento Electrolux di Susegana, alle porte di Conegliano, in provincia di Treviso. La solidarietà dei circa mille dipendenti al loro delegato Augustin (Bruno) Breda è quasi unanime. Nei giorni successivi alla sua sospensione è scattata, immediata una mobilitazione di massa: scioperi di 4 ore a fine turno con la fermata di tutte le linee produttive. «Sempre più lavoratori sono a fianco di Breda testimonia Paola Morandin delegata Fiom – Nel turno delle 14, uscito alle 10, l’adesione ha toccato un 90%. Il turno dalle 7 alle 16 è uscito alle 11 e i reparti di montaggio sono stati chiusi». Lavoratrici, circa la metà dei dipendenti complessivi, e lavoratori hanno scioperato per difendere i propri diritti, per sostenere un delegato che per trent’anni ha tutelato i lavoratori e contro l’arroganza della multinazionale e dei suoi dirigenti.
Breda, da 29 anni alle dipendenze della multinazionale svedese, è stato sospeso dal lavoro per presunte violazioni della legge 104 sull’assistenza ai familiari. Un detective gli è stato alle calcagna per giorni, accertando che Breda non sarebbe stato in compagnia della anziana familiare assistita.
Electrolux ha comunicato la sospensione del dipendente, in attesa dell’audizione che chiarirà le varie posizioni. Sospeso dal lavoro in via cautelativa (a cautela di che !!!), come da prassi, ha affermato il responsabile delle relazioni industriali di Electrolux, Marco Mondini, a capo dei 7.000 dipendenti e delle 5 unità produttive del Gruppo Electrolux in Italia. Prima ti sospendo e solo dopo ti concedo di parlare e di difenderti. E’ la legge del padrone, che signoreggia oltre i cancelli delle imprese e che vorrebbe allargare il suo dominio sulla società, le case, le piazze, i palazzi di giustizia e quelli di governo. Contro di essa e le sue pretese totalitarie è nato il movimento operaio organizzato, sono nate le costituzioni democratiche e il diritto del lavoro, gli ordinamenti che hanno studiato anche i dirigenti come Mondini. Come altri prima di lui, Mondini un giorno, forse tra non molto andrà a lavorare da un’altra parte, forse anche dalla concorrenza, come capita non di rado, mentre Breda, le altre e gli altri dipendenti continueranno a produrre frigoriferi a Susegana.
Sul caso, ieri è intervenuto anche il segretario generale della Fiom Cgil di Treviso, Enrico Botter, che ha avuto mandato di rappresentare lunedì Breda: «Il sindacato farà tutto il possibile per garantire il pieno rispetto dei diritti del lavoratore. Non possiamo non essere contrari a pratiche di controllo e spionaggio che se utilizzate per colpire le rappresentanze sindacali minano le buone relazioni industriali». Le pratiche di controllo e di spionaggio delle imprese a danno dei propri dipendenti ci ricordano non pochi episodi già successi, come alla Fiat, ma anche in Veneto, giudicati e condannati dalla legge.
Tra gli effetti immediati, secondo i lavoratori e la Fiom, la sospensione di Breda punta ad impedirgli di seguire l’imminente fase di valutazione e analisi con la medicina del lavoro e l’università di Padova, per valutare e per correggere le pessime condizioni in cui si lavora; ma anche e soprattutto a impedirgli di candidarsi alle imminenti elezioni RSU. Le mobilitazioni dei lavoratori continueranno nei prossimi giorni, a sostegno del diritto al lavoro di Breda, a tutela delle condizioni generali e per indurre un diverso atteggiamento da parte dell’azienda.

Merotto Graziano Dipartimento Regionale lavoro PRC

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