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Galleria PERCHÉ NOI NON VOTIAMO

[Ricordiamo che chi avesse già votato può sempre accedere di nuovo alla piattaforma e ritirare il voto]

Stamattina sulla piattaforma è stato messo in votazione anche lo statuto 2, ritirato ieri dai suoi presentatori. Alla richiesta di toglierlo dalla votazione fatta dai presentatori medesimi la cosiddetta “maggioranza” ha risposto picche, andando contro le sue stesse decisioni (vedi post su fb di Paolo Ferrero di oggi alle ore 13 ca).

Ribadiamo che a queste condizioni, in assenza non solo di una minimo livello di democrazia interna e di rispetto delle regole (anche di quelle imposte a maggioranza secca) ma anche di qualsiasi rispetto per gli aderenti che non la pensano come la cosiddetta “maggioranza” del coordinamento, non siamo disposti a partecipare al voto. Invitiamo tutte e tutti le/i Compagn* che hanno aderito a Potere al Popolo e che come noi vogliono che questa realtà sia messa in condizione di continuare a sviluppare il lavoro importante fatto fin qui a non votare, e ad appoggiare la richiesta di sospendere le votazioni fino a quando non saranno garantite pari condizioni e pari dignità a tutte le posizioni e le proposte, anche attraverso una nuova convocazione del coordinamento nazionale.

SIA BEN CHIARO CHE CHI NON CONCORDA CON LA MAGGIORANZA DEL COORDINAMENTO NON PER QUESTO VUOLE DISTRUGGERE POTERE AL POPOLO. CHI SCEGLIE LA LINEA DELLO SCONTRO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

Ripetiamo che già ieri sul sito di PaP nazionale è stata pubblicata l’ultima versione del primo statuto (Indietro non si torna), corredata di ampie note e spiegazioni. Quando i presentatori dello statuto numero 2 (Per uno statuto di tutte e di tutti) hanno chiesto che alla loro proposta venissero dati altrettanto spazio e dignità la risposta è stata un secco NIET.
- Sullo stesso sito è inoltre presente un resoconto della riunione del coordinamento nazionale (svoltasi lunedì scorso) del tutto falsa, nella quale si accusano i sostenitori del secondo statuto presenti in quell’organismo di avere voluto e causato la presentazione di due statuti, laddove, come è noto a tutti e come è stato peraltro ribadito in quella stessa riunione, la nostra richiesta è sempre stata quella di presentare, anche prendendosi il tempo eventualmente necessario, un solo statuto con emendamenti nei punti di dissenso.
- Anche la richiesta di differire, anche solo di una settimana, il voto per consentire a tutti gli aderenti di ricevere le credenziali, e magari le spiegazioni e l’aiuto di cui molti necessitavano, e accedere alla piattaforma è stata respinta senza discussioni, nonostante ancora in questo momento risultino oltre 4000 adesioni non confermate dall’accesso in piattaforma e molti non abbiano ricevuto la mail con il link alla piattaforma o non siano riusciti ad accedere alla piattaforma stessa per motivi tecnici (a me personalmente, qui a Padova, risulta un 6% di casi di questo tipo)
A fronte di tutto ciò, motivando la decisione con una lettera (Perché ritiriamo lo Statuto e non partecipiamo al voto) tutti i presentatori del secondo statuto hanno deciso di ritirarlo dal voto (e, tanto per la cronaca, fra di loro non ci sono esponenti solo del PRC ma anche, ad esempio, della LIP-scuola e dei No-Triv).
Per le medesime ragioni il PRC ha deciso di non partecipare al voto, che dovrebbe iniziare il 6 ottobre, sullo statuto.
Si tratta di decisioni non facili, e certo sofferte per tutti noi che alla costruzione di Potere al Popolo abbiamo dato un contributo sincero e certo non piccolo. Ma si tratta di decisioni necessarie, a fronte di un comportamento che non solo vìola gli elementi minimi di democrazia (non quella borghese, ma quella interna fra Compagn*) necessari alla convivenza tra persone che non hanno, e non possono avere, tutte e solo opinioni coincidenti su tutto, ma che dimostra anche una totale mancanza di rispetto per altr* Compagn*che non si riconoscono nella attuale “maggioranza” del coordinamento nazionale.
Queste decisioni non cambieranno a meno di un immediato cambiamento di rotta, col rinvio della consultazione e con la convocazione di un nuovo coordinamento che ristabilisca un quadro di regole chiare e condivise.
Invito perciò tutt* le/i Compagn* del PRC di Padova e più in generale le/gli aderenti a Potere al Popolo di Padova che hanno a cuore il futuro di questo esperimento a non votare nella consultazione sullo statuto.
Giuseppe Palomba
Segretario provinciale PRC

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