Si sta discutendo in commissione giustizia una proposta di legge della Lega, primo firmatario Ostellari, che permette agli avvocati dei creditori di procedere direttamente, senza il vaglio del giudice, all’emissione dei decreti ingiuntivi contro i debitori. Dal punto di vista giuridico una patente violazione di numerosi articoli della Costituzione che normano i procedimenti giudiziari a garanzia di tutte le parti in causa.
Di più, per agevolare la parte creditrice, reale o presunta che sia, l’emissione del decreto avviene a costo zero e, nel caso si fondi su prove di natura fraudolenta l’avvocato che le propone non è più responsabile del reato di produzione di prove false presso un giudice. É semplicemente sanzionabile dal suo ordine sul piano disciplinare. Al debitore l’onere di dimostrare entro 40 giorni la eventuale infondatezza delle richieste.
La pretesa di velocizzare il recupero dei crediti non sta in piedi, stante la realtà di procedimenti che per norma si chiudono già nel termine di 40 giorni, si svolgono per via telematica e trovano eventuali ritardi ed ostacoli solo nella parte esecutiva. Lo scopo di questa stortura giuridica, che ha trovato forti critiche e opposizioni anche in commissione e nelle audizioni, è chiarissima. Studi legali di banche, finanziarie, società di servizi e di recupero crediti potranno agire in piena libertà e in forma massiva nell’emissione di decreti ingiuntivi nei confronti di veri o presunti debitori, lasciando poco o nessuno spazio a eventuali contestazioni, e senza alcun controllo da parte del giudice. Tanto per fare due conti: il valore dei crediti cosiddetti incagliati è all’incirca di 300 miliardi di euro per 10 milioni di posizioni in sofferenza.

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