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MARGHERA: INCENDIO IN AZIENDA DOVE GLI OPERAI SONO COSTRETTI A LAVORARE 12 ORE AL DI’

Rifondazione Comunista denuncia che l’incendio in corso a Marghera di un’azienda chimica che produce additivi e detersivi non è un incidente ma il prodotto di un contesto già ampiamente denunciato da lavoratori. Dalle prime notizie il bilancio è per ora di un operaio morto e due feriti gravi.
Ricordiamo che i lavoratori avevano scioperato per denunciare le condizioni di sfruttamento degli operai, contro l’obbligo di fare straordinari con turni di otto ore che diventavano anche di dodici e più. Questa situazione, derivante dalla volontà dell’azienda di non fare nuove assunzioni, non poteva che produrre la massima insicurezza in una fabbrica chimica a due passi da un quartiere di Marghera i cui abitanti ancora una volta sono costretti a chiudersi in casa al suono delle sirene di allarme.
Ancora una volta viene fuori che il vero problema del nostro paese è l’irresponsabilità sociale di un padronato a cui i governi – destra o PD non fa molta differenza - hanno consentito da anni con “riforme” sciagurate di cancellare il potere contrattuale dei lavoratori.
Ancora una volta si manifesta come sia pericolosa la presenza di produzioni chimiche nei pressi dei centri abitati. Da sempre diciamo che questo non è accettabile e che le produzioni vanno riconvertite per la salute delle cittadine/i e per tutelare l’ambiente.
Mentre i leghisti prendono voti aizzando l’odio razziale garantiscono ai padroni di sfruttare lavoratori e avvelenare comunità.
Renato Panciera, segretario federazione Venezia
Paolo Benvegnù, segretario regionale Veneto
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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