Ringrazio le compagne e i compagni che si sono impegnati in prima persona in questa difficilissima campagna elettorale che ci ha visto partecipi soltanto a un mese dal voto.
Ringrazio in particolare le compagne/i migranti che hanno dato il loro generoso contributo con grande impegno, nonostante i risibili mezzi a nostra disposizione e ringrazio con particolare affetto due grandi esponenti della cultura del nostro paese che hanno voluto darci il loro non scontato appoggio : i compagni Moni Ovadia e Pierpaolo Capovilla
I risultati sono stati sicuramente deludenti e ovviamente ci impongono una riflessione profonda a cui non possiamo sottrarci, riflessione che sicuramente faremo a partire da una loro lettura puntuale e articolata.
Questi risultati ci parlano anche e certamente della realtà sociale e politica del Veneto, dei nostri limiti e delle nostre fragilità ma, per quanto limitate, anche delle potenzialità che abbiamo visto in alcune realtà del nostro territorio che intendiamo fare crescere e sviluppare con coerenza e determinazione.
Detto questo ribadiamo le nostre scelte, la centralità programmatica del tema dell’ opposizione alla guerra e all’ economia del riarmo e quindi della pace, della difesa dei diritti dei lavoratori e lavoratrici senza alcuna discriminazione, della salute e dell’ ambiente.
Per questo, a partire dai prossimi giorni, saremo impegnati nella riuscita degli scioperi generali del 28 novembre indetto dalle organizzazioni sindacali di base e del 12 dicembre indetto dalla CGIL contro la finanziaria del governo Meloni che ribadisce le politiche di austerità e apre la strada all’ economia di guerra.
Il risultato delle elezioni regionali conferma il governo del centrodestra.
La compagine di Alberto Stefani nel Veneto mantiene una solida maggioranza all’ interno del consiglio, legittimata però, da una quota largamente minoritaria dell’ elettorato che ne mina alla base la solidità effettiva e lascia largo spazio ad una opposizione sociale e politica che sappia mettere al centro della sua iniziativa le contraddizioni che i hanno le loro radici nel trentennale governo della destra e nelle mancate risposte a bisogni e diritti fondamentali: il diritto alla salute, a un lavoro dignitoso e sicuro, il diritto alla casa, sono negati ad una quota crescente della popolazione.
Non esiste una politica concreta per la riconversione ecologica delle produzioni e per la difesa dell” ambiente, in un quadro di accelerazione dei cambiamenti climatici e degli eventi atmosferici estremi, mentre aumenta il consumo di suolo nelle aree dove si concentrano la popolazione e le attività produttive.
Continueremo la nostra battaglia per i diritti sociali e civili per una vita degna per tutte e tutti.
Continueremo nel nostro lavoro politico per rafforzare il protagonismo la partecipazione politica delle migranti e dei migranti in continuità con la nostra storia di partito operaio e internazionalista
Sosterremo tutte le battaglie che l’ opposizione saprà fare in consiglio regionale su questi temi.
Daniela Ruffini