“Una sentenza che lascia senza parole e che calpesta la memoria di chi è morto mentre lavorava”. Così Rifondazione Comunista commenta la decisione del Tribunale di Treviso che ha assolto gli imputati nel procedimento per la morte sul lavoro di Mattia Battistetti, è quanto dichiarano in una nota Stefano Mandelli e Paolo Benvegnù, rispettivamente segretario trevigiano del partito e il responsabile nazionale lavoro.
Si tratta di “una sconfitta per chi ogni giorno lotta per la sicurezza”, ricordando le mobilitazioni e le iniziative portate avanti per ottenere verità e giustizia non solo per Battistetti ma anche per “le tante e i tanti che muoiono ogni giorno a causa di precarietà, sfruttamento e perdita di diritti”, aggiungono gli esponenti di Rifondazione Comunista.
Un pensiero pieno di affetto e vicinanza va alla famiglia di Mattia – Monica, Giuseppe, Anna e i nonni – che in questi anni ha mostrato una forza e una dignità straordinarie. La loro battaglia è diventata la battaglia di tutti noi, simbolo di amore, coraggio e giustizia.
“Questa sentenza non chiude nulla: riapre una ferita e rilancia la lotta” che torna a chiedere l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e una revisione delle norme sugli appalti,
La partecipazione di lavoratori e delegati sindacali in aula e al presidio davanti al tribunale conferma che “la battaglia per un lavoro sicuro è una battaglia di civiltà, concludono gli esponenti di Rifondazione Comunista.





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